La nuova lista dei datapoint ESRS vista dalla filiera

La nuova lista dei datapoint ESRS vista dalla filiera

Il documento più utile uscito da EFRAG quest’anno non è uno standard. È un foglio Excel. Il 28 agosto la segreteria tecnica di EFRAG ha pubblicato la bozza 2026 della lista dei datapoint per gli ESRS rivisti, e l’aggiornamento di agosto-settembre, diffuso il 12 ottobre, la mette in cima alle novità insieme alla bozza di tassonomia XBRL (EFRAG, 2026d).

Nella filiera della pelle e della moda la si archivia come una faccenda da grandi gruppi. È un errore. Da quell’elenco nasceranno, a partire dal 2027, le domande che i committenti rivolgeranno ai fornitori.

Che cosa ha pubblicato EFRAG

La lista raccoglie in un unico file le definizioni di tutti i datapoint degli ESRS, cioè le singole informazioni che un’impresa soggetta alla rendicontazione deve o può fornire. Ogni datapoint è classificato per tipo di dato e collegato alla versione interattiva degli standard. Il metodo è lo stesso della lista pubblicata nel 2024 con la guida IG 3 (EFRAG, 2026a).

La lista recepisce gli standard rivisti adottati dalla Commissione con il Regolamento delegato (UE) 2026/1563 del 3 luglio 2026, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 21 settembre. Il regolamento entra in vigore il 10 novembre 2026 e si applica agli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027. Per l’esercizio 2026 le imprese già obbligate possono scegliere tra la versione precedente, con alcune semplificazioni, e quella nuova, dichiarando la scelta nel rapporto (Regolamento delegato (UE) 2026/1563, 2026).

È ancora una bozza. EFRAG chiede di segnalare entro il 23 ottobre solo gli errori gravi di metodo e pubblicherà la versione definitiva entro fine anno (EFRAG, 2026a). Il 17 settembre è uscita anche la bozza di tassonomia XBRL, che contiene gli stessi datapoint con gli attributi tecnici per la lettura automatica. La consultazione resta aperta fino all’11 novembre. EFRAG precisa che l’etichettatura digitale degli ESRS non è ancora obbligatoria, perché il quadro regolatorio di ESMA e Commissione deve ancora essere definito (EFRAG, 2026b).

Perché riguarda anche chi non rendiconta

Una conceria con sessanta dipendenti non compilerà mai quel file. I suoi clienti più grandi sì, o meglio i loro software, che da questa lista ricaveranno campi, formati e controlli di coerenza. Quando un marchio dovrà valorizzare un datapoint che dipende dalla catena del valore, la domanda arriverà al fornitore già tradotta in quel formato.

La legge però fissa un confine. Il Regolamento delegato (UE) 2026/1560, adottato lo stesso 3 luglio, stabilisce lo standard di rendicontazione per uso volontario riservato alle imprese protette dal limite alla catena del valore, cioè quelle sotto i 1.000 dipendenti (Regolamento delegato (UE) 2026/1560, 2026; EFRAG, 2026c). Per una PMI della filiera il riferimento non è la lista ESRS: è questo standard. Ciò che lo supera, ai fini della rendicontazione del cliente, può essere legittimamente rifiutato.

EFRAG ha annunciato per novembre l’aggiornamento del modello digitale dello standard volontario, con un convertitore da Excel a XBRL (EFRAG, 2026c). Anche le PMI avranno quindi uno strumento per consegnare dati strutturati, nello stesso linguaggio dei loro clienti.

Il punto di vista di Gea Factory

Per noi il rischio per la filiera non è ricevere troppe domande. È rispondere a ognuna in modo diverso: un file per il marchio francese, un portale per quello italiano, una mail per la banca, con numeri che non tornano tra loro. Con datapoint definiti e formati leggibili dalle macchine, queste incoerenze diventano visibili ai sistemi dei committenti, non solo ai revisori.

«La lista dei datapoint non è un obbligo per una conceria o un pellettiere, ma è la mappa delle domande che riceveranno», commenta Francesco Nenna, CEO di Gea Factory. «Imparare gli ESRS a memoria non serve. Serve costruire i propri dati una volta sola, sulla struttura dello standard volontario, e usarli come base per ogni risposta: al cliente, alla banca, all’auditor. Chi lo fa adesso arriva al 2027 con i numeri pronti; chi aspetta passerà l’anno a rincorrere questionari.»

Per lo stesso motivo sconsigliamo di acquistare software o integrazioni tarati sulla bozza: la lista definitiva arriverà a fine anno e la tassonomia può cambiare dopo la consultazione. Il lavoro che conviene fare oggi è sui dati, non sugli strumenti.

Cosa fare nei prossimi mesi

Primo, raccogliete in un unico registro i questionari ESG ricevuti nel 2026 e confrontate ogni domanda con lo standard volontario: ciò che lo supera va trattato come una richiesta commerciale da negoziare, non come un obbligo. Secondo, organizzate i dati 2026 su energia, emissioni, acqua, rifiuti e personale secondo le definizioni dello standard volontario, così da poter rispondere ai clienti che rendiconteranno l’esercizio 2027. Terzo, quando a novembre uscirà il modello digitale aggiornato, provatelo su quei dati prima che ve lo chieda un committente.

Chi ha i dati in ordine risponderà a un questionario in un giorno, con gli stessi numeri per tutti i clienti.

Riferimenti

EFRAG. (2026a, 28 agosto). EFRAG Secretariat releases 2026 Draft List of Datapoints for revised ESRS. https://www.efrag.org/en/news-and-calendar/news/efrag-secretariat-releases-2026-draft-list-of-datapoints-for-revised-esrs

EFRAG. (2026b, 17 settembre). EFRAG releases Draft ESRS XBRL Taxonomy for the revised ESRS and launches public consultation. https://www.efrag.org/en/news-and-calendar/news/efrag-releases-draft-esrs-xbrl-taxonomy-for-the-revised-esrs-and-launches-public-consultation

EFRAG. (2026c, 22 settembre). European Commission adopts revised ESRS and Voluntary Sustainability Reporting Standard: EFRAG welcomes adoption and publishes updated guidance for the Voluntary Standard. https://www.efrag.org/en/news-and-calendar/news/european-commission-adopts-revised-esrs-and-voluntary-sustainability-reporting-standard-efrag

EFRAG. (2026d, 12 ottobre). EFRAG Update August–September 2026. https://www.efrag.org/en/august-september-2026

Regolamento delegato (UE) 2026/1560 della Commissione, del 3 luglio 2026, che integra la direttiva 2013/34/UE stabilendo principi di rendicontazione di sostenibilità per uso volontario da parte delle imprese protette dal limite della catena del valore. (2026). Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 2026/1560. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=OJ:L_202601560

Regolamento delegato (UE) 2026/1563 della Commissione, del 3 luglio 2026, che modifica il regolamento delegato (UE) 2023/2772 per quanto riguarda la semplificazione di taluni principi di rendicontazione di sostenibilità. (2026). Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 2026/1563, 21 settembre 2026. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=OJ:L_202601563

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