Come si finanzia la transizione sostenibile delle imprese

Come si finanzia la transizione sostenibile delle imprese

I fondi per la transizione non sono finiti. È finito il tempo in cui bastava chiederli.

Le risorse per le imprese ci sono ancora. È cambiato il modo in cui vengono assegnate: meno contributi generalizzati, più strumenti che chiedono evidenze documentate.

Che vogliate finanziare un impianto fotovoltaico, un nuovo macchinario o la revisione di un processo, banche, investitori e regimi di incentivo vi chiederanno, con criteri diversi, le stesse informazioni: dati di base misurati e obiettivi definiti nel medio periodo.

In breve: gli strumenti cambiano ogni anno, i requisiti convergono. Senza dati misurati e un piano di transizione, restate fuori.

La coesione non è finita nella difesa

La revisione intermedia della politica di coesione ha portato gli Stati membri a riprogrammare 34,6 miliardi di euro, quasi il 10% dei 367 miliardi interessati dalla revisione. L’ipotesi diffusa è che tutto sia andato alla difesa. La ripartizione dice altro (Commissione europea, 2026):

15,2 miliardi alla competitività;
11,9 alla difesa e alla preparazione civile;
3,3 all’edilizia abitativa accessibile;
3,1 alla resilienza idrica;
1,2 alla sicurezza energetica e alla decarbonizzazione industriale.

Le risorse per le imprese restano. Passano però da programmi regionali con priorità diverse da quelle fissate nel 2021.

Dal credito d’imposta all’iperammortamento

Il credito d’imposta Transizione 5.0 aveva una dotazione di 6,3 miliardi e chiedeva di ridurre i consumi energetici di almeno il 3% della struttura produttiva o del 5% del processo. Ha esaurito le risorse con il decreto del 6 novembre 2025 (Ministero delle Imprese e del Made in Italy [MIMIT], s.d.-a).

Dal 2026 lo sostituisce l’iperammortamento previsto dalla Legge di bilancio 2026, per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. La maggiorazione del costo è:

del 180% fino a 2,5 milioni di euro;
del 100% fino a 10 milioni;
del 50% fino a 20 milioni.

Sono agevolabili anche gli impianti di autoproduzione da fonti rinnovabili dimensionati fino al 105% del fabbisogno, previa perizia tecnica asseverata (MIMIT, s.d.-b). Il bando PNRR da 320 milioni per l’autoproduzione da rinnovabili nelle PMI si è invece chiuso il 10 novembre 2025 (MIMIT, s.d.-c).

Lo abbiamo visto sul campo: a questi sportelli sono arrivate soprattutto le imprese che avevano già una diagnosi energetica e un progetto definito.

Senza dati, siete la media del settore

Dall’11 gennaio 2026 le banche europee applicano le linee guida dell’Autorità bancaria europea (EBA) sulla gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG). Le banche piccole e non complesse devono adeguarsi al più tardi dal 2027. Le linee guida prevedono che gli istituti (European Banking Authority, 2025):

raccolgano dati sui clienti;
usino le informazioni pubblicate secondo gli standard europei di rendicontazione di sostenibilità (ESRS) o lo standard volontario per le PMI;
in assenza di dati, ricorrano a stime basate sul settore o sull’area geografica;
si confrontino con le controparti tenendo conto dei loro piani di transizione.

Una PMI tessile senza dati propri viene valutata come la media del suo settore, consumi di energia e di acqua compresi.

Il capitale guarda i numeri, non le etichette

Il mercato dei capitali segue la stessa logica (Osservatori Entrepreneurship Finance & Innovation, 2026).

Minibond in Italia, 2025

2,01 miliardi

214 minibond collocati, +32% rispetto al 2024. Alle PMI sono riconducibili 146 emissioni e 1,08 miliardi.

Emissioni ESG, 2025

35

Le emissioni green e sustainability-linked sono scese a 35, per 254 milioni complessivi.

I dati suggeriscono che l’etichetta di emissione ESG, senza indicatori misurabili e verificati, non basti ad attrarre capitale.

SFDR 2.0 vi riguarda di riflesso

Il regolamento sull’informativa di sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR) è in revisione. Con la proposta COM(2025) 841 del 20 novembre 2025 la Commissione propone di sostituire le attuali categorie degli articoli 8 e 9 con tre categorie di prodotti finanziari, “sostenibile”, “transizione” ed “ESG di base”, ciascuna con l’obbligo di investire almeno il 70% in linea con quanto dichiarato (Commissione europea, 2025).

Il Consiglio ha adottato la propria posizione il 24 giugno 2026 e il negoziato con il Parlamento è ancora in corso (Consiglio dell’Unione europea, 2026). A settembre 2026 non esiste un testo definitivo.

Le categorie valgono per i prodotti finanziari: un’impresa non può adottarle. Ma se la categoria “transizione” sarà confermata, i fondi che la usano dovranno investire in imprese impegnate in un percorso credibile verso la sostenibilità, e dovranno documentarlo. È plausibile che per rientrare in questo perimetro vi servano:

un inventario delle emissioni;
obiettivi con un anno di riferimento;
investimenti collegati a quegli obiettivi.

Prima i dati, poi il bando

Gli strumenti di finanziamento cambiano di anno in anno. I requisiti che li accomunano no: dati di base misurati e un piano di transizione con obiettivi, tempi e investimenti definiti. Costruite quelli prima di inseguire lo sportello del momento.

Se volete capire quali dati vi servono per presentarvi a banche e investitori, scriveteci a info@geafactory.com.

Sostenibilità senza giri di parole.

Riferimenti

Commissione europea. (2025). Proposal for a Regulation of the European Parliament and of the Council (COM(2025) 841 final). eur-lex.europa.eu

Commissione europea. (2026, 25 marzo). €34.6 billion in cohesion policy funds reallocated to address EU’s strategic priorities [Comunicato stampa IP/26/709]. ec.europa.eu

Consiglio dell’Unione europea. (2026, 24 giugno). Council agrees position on simpler transparency rules for sustainable financial products [Comunicato stampa]. consilium.europa.eu

European Banking Authority. (2025). Final report on guidelines on the management of ESG risks (EBA/GL/2025/01). eba.europa.eu

Ministero delle Imprese e del Made in Italy. (s.d.-a). Piano Transizione 5.0. mimit.gov.it

Ministero delle Imprese e del Made in Italy. (s.d.-b). Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento. mimit.gov.it

Ministero delle Imprese e del Made in Italy. (s.d.-c). Autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI: nuovo sportello. mimit.gov.it

Osservatori Entrepreneurship Finance & Innovation. (2026). 12° Report italiano sui Minibond. Politecnico di Milano. osservatoriefi.it

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