Come funziona la responsabilità estesa del produttore nel tessile

Come funziona la responsabilità estesa del produttore nel tessile

L’EPR tessile non sarà una tariffa uguale per tutti. Quanto pagherete dipende da scelte di prodotto che state facendo adesso.

La responsabilità estesa del produttore (EPR) per i tessili prevede un contributo calcolato sul peso dei prodotti e poi modulato secondo criteri di progettazione ecocompatibile. Per i tessili quei criteri non sono ancora stati definiti.

Chi aspetta le prime comunicazioni dei sistemi collettivi rischia di scoprire tardi che il costo dipende da decisioni prese anni prima.

In breve: i criteri di modulazione arriveranno, ma la base di calcolo è già chiara. Peso, composizione e durabilità delle vostre referenze vanno misurati ora.

Cosa chiede la direttiva

La Direttiva (UE) 2025/1892, che modifica la direttiva quadro sui rifiuti, rende obbligatoria in tutta l’Unione l’EPR per:

abbigliamento e accessori (capitoli 61 e 62 della nomenclatura combinata);
tessili per la casa;
cappelli;
capi in pelle (codice 4203);
calzature (capitolo 64).

Recepimento negli Stati membri

17 giugno 2027

Regimi EPR istituiti

17 aprile 2028

(Direttiva (UE) 2025/1892, 2025, art. 2 e allegato IV quater).

I produttori dovranno coprire i costi di raccolta, trasporto, selezione, preparazione per il riutilizzo e riciclo. Più i costi di campagne informative, raccolta dati e ricerca per migliorare la progettazione e sviluppare il riciclo da fibra a fibra. In pratica dovranno (Direttiva (UE) 2025/1892, 2025, artt. 22 bis-22 quater):

aderire a un’organizzazione per l’adempimento della responsabilità del produttore autorizzata;
iscriversi a un registro nazionale;
comunicare il proprio numero di registrazione alle piattaforme online su cui vendono;
nominare un rappresentante autorizzato in ogni Stato membro in cui vendono direttamente ai consumatori (Direttiva (UE) 2025/1892, 2025, art. 22 bis, par. 3).

I dati spiegano la scelta. Nel 2022 ogni cittadino europeo ha acquistato in media 19 kg di abbigliamento, calzature e tessili per la casa, e l’85% dei rifiuti tessili domestici non è stato raccolto separatamente. Su 12 categorie di consumo, i tessili sono in media al quinto posto per pressioni ambientali e climatiche e al quarto per uso di acqua (European Environment Agency, 2025).

Il regolamento italiano, non ancora in Gazzetta

La raccolta differenziata dei rifiuti tessili è un obbligo europeo dal 1° gennaio 2025 (Direttiva (UE) 2018/851, 2018, art. 1). Mancava però un meccanismo che ripartisse i costi sui produttori.

Il 23 luglio 2026 la Conferenza Unificata ha dato parere favorevole allo schema di regolamento EPR del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Secondo il Ministero, il testo (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, 2026):

adotta una definizione ampia di produttore, che include i grandi distributori che immettono per primi i prodotti sul mercato italiano;
prevede sistemi collettivi per la raccolta;
premia i prodotti più durevoli, riparabili e con materiale riciclato;
coinvolge gli operatori del commercio elettronico.

Alla data di stesura il regolamento non risulta ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Scadenze operative, soglie e importi vanno verificati sul testo definitivo, non sulle bozze in circolazione. Qualunque siano i dettagli nazionali, il termine europeo del 17 aprile 2028 non cambia.

Come si calcola il contributo

La direttiva stabilisce che i contributi si basino sul peso e, ove opportuno, sul numero di pezzi. Vanno modulati in funzione dei requisiti di ecoprogettazione adottati con l’ESPR più rilevanti per la prevenzione dei rifiuti (Regolamento (UE) 2024/1781, 2024). Gli Stati membri possono anche modulare i contributi contro il fast fashion e l’ultra fast fashion, tenendo conto della durata di vita dei prodotti e del loro utilizzo oltre il primo proprietario (Direttiva (UE) 2025/1892, 2025, art. 22 quater, parr. 5-7).

Il legame con l’ESPR detta i tempi della modulazione. Nel piano di lavoro 2025-2030 la Commissione indica per tessili e abbigliamento un atto delegato atteso indicativamente nel 2027. Per le calzature ha previsto prima uno studio, da chiudere entro la fine del 2027 (Commissione europea, 2025). Fino ad allora mancheranno criteri armonizzati di durabilità, riparabilità e riciclabilità su cui modulare il contributo.

I dati da avere pronti

Il peso e la composizione in fibre di ogni referenza sono la base di calcolo. Devono essere noti con precisione.

01
Peso e composizione in fibre di ogni referenza.
02
Durabilità documentata con prove eseguite secondo norme tecniche.
03
Impatti misurati con metodi riconosciuti, come la valutazione del ciclo di vita (LCA) secondo le norme ISO 14040/44, per capire dove intervenire in progettazione.

Sono gli stessi dati che serviranno per il passaporto digitale di prodotto e per le dichiarazioni ambientali.

Se volete stimare l’esposizione della vostra azienda all’EPR tessile e capire quali dati raccogliere, scriveteci a info@geafactory.com.

Sostenibilità senza giri di parole.

Riferimenti

Commissione europea. (2025). Piano di lavoro 2025-2030 per la progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili e l’etichettatura energetica (COM(2025) 187 final). eur-lex.europa.eu

Direttiva (UE) 2018/851. (2018). Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 150, 109. eur-lex.europa.eu

Direttiva (UE) 2025/1892. (2025). Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 2025/1892. eur-lex.europa.eu

European Environment Agency. (2025). Circularity of the EU textiles value chain in numbers (Briefing n. 03/2025). eea.europa.eu

Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. (2026, 23 luglio). Tessile, via libera della Conferenza Unificata al regolamento sulla Responsabilità Estesa del Produttore [Comunicato stampa]. mase.gov.it

Regolamento (UE) 2024/1781. (2024). Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 2024/1781. eur-lex.europa.eu

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