Il passaporto digitale di prodotto nella moda

Il passaporto digitale di prodotto nella moda

Il passaporto digitale per l’abbigliamento non è obbligatorio dal 2027. I dati che chiederà, però, mancano già oggi.

L’affermazione sul 2027 circola spesso, ma nessun testo normativo la sostiene. Nel 2027 la Commissione europea prevede di adottare l’atto delegato su tessili e abbigliamento. L’obbligo del passaporto digitale di prodotto (DPP) decorrerà dopo, con tempi e contenuti che oggi non si possono dare per certi.

Per noi questa incertezza non giustifica un rinvio. I dati che il passaporto richiederà sono gli stessi che mancano nella maggior parte delle filiere.

In breve: un obbligo generalizzato per l’abbigliamento difficilmente decorrerà prima del 2029. Il lavoro sui dati, invece, va iniziato adesso.

Decide l’atto delegato

Il Regolamento (UE) 2024/1781 sulla progettazione ecocompatibile (ESPR) è in vigore dal 18 luglio 2024. Prevede che un prodotto possa essere immesso sul mercato solo se è disponibile un passaporto digitale, ma soltanto nei casi e nei modi stabiliti dall’atto delegato per quel gruppo di prodotti. È l’atto delegato a determinare (Regolamento (UE) 2024/1781, 2024, art. 9):

quali dati inserire;
il supporto dati, per esempio un codice QR;
il livello di dettaglio: modello, lotto o singolo articolo;
i diritti di accesso;
per quanto tempo il passaporto deve restare disponibile.

Cosa è già fissato

Alcuni principi sono già scritti. Il passaporto deve essere collegato a un identificativo unico persistente e basarsi su standard aperti e interoperabili, senza dipendere da un singolo fornitore. L’operatore economico deve inoltre renderne disponibile una copia di riserva tramite un fornitore di servizi (Regolamento (UE) 2024/1781, 2024, artt. 10-11).

La Commissione doveva istituire entro il 19 luglio 2026 un registro degli identificativi (Regolamento (UE) 2024/1781, 2024, art. 13). Il registro è operativo dal 20 luglio 2026 e la prima scadenza riguarda alcune batterie, dal 18 febbraio 2027 (Commissione europea, 2026).

Normazione tecnica

8 norme europee

Il comitato CEN-CENELEC JTC 24 ha sviluppato norme su identificativi, supporti dati, archiviazione, interfacce, interoperabilità, diritti di accesso e autenticazione dei dati. Sei sono già citate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (CEN-CENELEC, 2026).

Il calendario per il tessile

Nel piano di lavoro 2025-2030 tessili e abbigliamento sono il primo gruppo di prodotti per priorità, con adozione indicativa dell’atto delegato nel 2027 (Commissione europea, 2025). La pagina della Commissione dedicata al tessile indica il quarto trimestre 2027 e precisa che i tempi possono variare (Commissione europea, s.d.).

L’ESPR stabilisce poi che un atto delegato non si applichi prima di 18 mesi dalla sua entrata in vigore, salvo casi debitamente giustificati (Regolamento (UE) 2024/1781, 2024, art. 4).

Obbligo generalizzato per l’abbigliamento

Difficilmente prima del 2029

Le calzature seguono un percorso distinto: il piano di lavoro prevede prima uno studio sul loro potenziale di miglioramento, da completare entro la fine del 2027 (Commissione europea, 2025).

Cosa indica il JRC

Lo studio preparatorio per il Centro comune di ricerca (JRC) sui contenuti del passaporto per l’abbigliamento è oggi l’indicazione più dettagliata disponibile. Resta una proposta, da validare con consultazioni e analisi di impatto. Suggerisce di (González-Torres & Arcipowska, 2026):

compilare il passaporto a livello di modello per la maggior parte delle caratteristiche;
scendere a livello di lotto dove la variabilità è rilevante;
lasciare facoltativi gli identificativi del singolo capo;
rendere pubblica la composizione fibrosa;
riservare le informazioni sulle sostanze chimiche alle autorità e ai soggetti con un interesse legittimo, come i riciclatori.

Lo stesso studio misura quanto sono pronte le imprese (González-Torres & Arcipowska, 2026):

Dati già raccolti

Identificativi di prodotto e composizione in fibre, in modo diffuso.

Dati frammentati

Sostanze, contenuto riciclato e impronta ambientale, sparsi tra certificazioni diverse. L’impronta ambientale la calcola solo una minoranza di aziende, di norma a livello di modello. I fornitori di sistemi di tracciabilità fanno riferimento alle regole di categoria dell’impronta ambientale di prodotto (PEFCR) per abbigliamento e calzature.

Il progetto europeo CIRPASS, concluso nel marzo 2024, aveva già indicato il tessile tra i tre settori pilota e proposto un’architettura incentrata sull’identificativo di prodotto (CIRPASS, 2024).

Da dove partire

Per le PMI della filiera le attività da avviare sono chiare:

01
Mappate i fornitori fino alla filatura.
02
Strutturate i documenti. Raccogliete schede di composizione e dichiarazioni sulle sostanze in formato strutturato.
03
Calcolate l’impronta ambientale dei prodotti con metodi riconosciuti, come una valutazione del ciclo di vita (LCA) secondo le norme ISO 14040/44 allineata al metodo dell’impronta ambientale di prodotto (PEF).

Sono informazioni che i vostri clienti vi chiedono già, con o senza passaporto.

Se volete capire quali dati di prodotto avete già e quali vi mancano rispetto alle indicazioni del JRC, scriveteci a info@geafactory.com.

Sostenibilità senza giri di parole.

Riferimenti

CEN-CENELEC. (2026, 15 luglio). Digital Product Passport, the cornerstone. cencenelec.eu

CIRPASS. (2024). Project results. cirpassproject.eu

Commissione europea. (2025). Piano di lavoro 2025-2030 per la progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili e l’etichettatura energetica (COM(2025) 187 final). eur-lex.europa.eu

Commissione europea. (2026, 20 luglio). The Digital Product Passport Registry is now live. single-market-economy.ec.europa.eu

Commissione europea. (s.d.). Textile apparel and the Digital Product Passport (DPP). Consultato il 21 settembre 2026. single-market-economy.ec.europa.eu

González-Torres, M., & Arcipowska, A. (2026). Study on DPP content for textile apparel products under ESPR. Commissione europea, Centro comune di ricerca. susproc.jrc.ec.europa.eu

Regolamento (UE) 2024/1781. (2024). Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 2024/1781. eur-lex.europa.eu

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