Il passaporto digitale di prodotto (DPP) per l’abbigliamento non è obbligatorio dal 2027. L’affermazione ricorre spesso, ma nessun testo normativo la sostiene. Nel 2027 la Commissione europea prevede di adottare l’atto delegato su tessili e abbigliamento; l’obbligo decorrerà successivamente, con tempi e contenuti che oggi non possono essere considerati certi. Riteniamo tuttavia che questa incertezza non giustifichi un rinvio, poiché i dati che il passaporto richiederà sono gli stessi che mancano oggi nella maggior parte delle filiere.
Il Regolamento (UE) 2024/1781 sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (ESPR), in vigore dal 18 luglio 2024, prevede che un prodotto possa essere immesso sul mercato solo se è disponibile un passaporto digitale, ma soltanto nei casi e nei modi stabiliti dall’atto delegato relativo al gruppo di prodotti. È l’atto delegato a determinare quali dati inserire, il supporto dati (per esempio un codice QR), il livello di dettaglio (modello, lotto o singolo articolo), i diritti di accesso e la durata per cui il passaporto deve restare disponibile (Regolamento (UE) 2024/1781, 2024, art. 9).
Alcuni principi sono tuttavia già fissati. Il passaporto deve essere collegato a un identificativo unico persistente e basarsi su standard aperti e interoperabili, senza dipendenza da un singolo fornitore; l’operatore economico deve inoltre renderne disponibile una copia di riserva tramite un fornitore di servizi (Regolamento (UE) 2024/1781, 2024, artt. 10-11). La Commissione era tenuta a istituire entro il 19 luglio 2026 un registro degli identificativi (Regolamento (UE) 2024/1781, 2024, art. 13). Il registro è operativo dal 20 luglio 2026 e la prima scadenza riguarda alcune batterie, a partire dal 18 febbraio 2027 (Commissione europea, 2026). Sul piano della normazione tecnica, il comitato CEN-CENELEC JTC 24 ha sviluppato otto norme europee su identificativi, supporti dati, archiviazione, interfacce, interoperabilità, diritti di accesso e autenticazione dei dati, sei delle quali sono già citate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (CEN-CENELEC, 2026).
Nel piano di lavoro 2025-2030 tessili e abbigliamento rappresentano il primo gruppo di prodotti per priorità, con adozione indicativa dell’atto delegato nel 2027 (Commissione europea, 2025). La pagina della Commissione dedicata al tessile indica il quarto trimestre 2027 e precisa che i tempi possono variare (Commissione europea, s.d.). L’ESPR stabilisce inoltre che un atto delegato non si applichi prima di 18 mesi dalla sua entrata in vigore, salvo casi debitamente giustificati (Regolamento (UE) 2024/1781, 2024, art. 4). Ne consegue che un obbligo generalizzato per l’abbigliamento difficilmente decorrerà prima del 2029.
Le calzature seguono un percorso distinto, poiché il piano di lavoro prevede in primo luogo uno studio sul loro potenziale di miglioramento, da completare entro la fine del 2027 (Commissione europea, 2025).
Lo studio preparatorio per il Centro comune di ricerca (JRC) sui contenuti del passaporto per l’abbigliamento costituisce l’indicazione più dettagliata oggi disponibile, pur trattandosi di una proposta da validare mediante consultazioni e analisi di impatto. Lo studio suggerisce di compilare il passaporto a livello di modello per la maggior parte delle caratteristiche e a livello di lotto dove la variabilità è rilevante, lasciando facoltativi gli identificativi del singolo capo. La composizione fibrosa sarebbe accessibile al pubblico, mentre le informazioni sulle sostanze chimiche resterebbero riservate alle autorità e ai soggetti con un interesse legittimo, come i riciclatori (González-Torres & Arcipowska, 2026).
Lo stesso studio valuta il grado di preparazione delle imprese. Identificativi di prodotto e composizione in fibre risultano già raccolti in modo diffuso; per sostanze, contenuto riciclato e impronta ambientale, invece, i dati sono frammentati tra certificazioni diverse. L’impronta ambientale è calcolata solo da una minoranza di aziende, di norma a livello di modello, e i fornitori di sistemi di tracciabilità fanno riferimento alle regole di categoria dell’impronta ambientale di prodotto (PEFCR) per abbigliamento e calzature (González-Torres & Arcipowska, 2026). Il progetto europeo CIRPASS, concluso nel marzo 2024, aveva già individuato il tessile tra i tre settori pilota e proposto un’architettura incentrata sull’identificativo di prodotto (CIRPASS, 2024).
Per le PMI della filiera le attività da avviare sono pertanto ben definite. Occorre mappare i fornitori fino alla filatura, raccogliere schede di composizione e dichiarazioni sulle sostanze in formato strutturato e calcolare impronte ambientali di prodotto con metodi riconosciuti, come una valutazione del ciclo di vita (LCA) secondo le norme ISO 14040/44 allineata al metodo dell’impronta ambientale di prodotto (PEF). Si tratta di informazioni che i clienti richiedono già, indipendentemente dal passaporto.
Per un confronto sui dati di prodotto già disponibili nella vostra azienda e su quelli mancanti rispetto alle indicazioni del JRC potete scriverci a info@geafactory.com.
CEN-CENELEC. (2026, 15 luglio). Digital Product Passport, the cornerstone for the implementation of sustainability and circularity on the European Single Market. https://www.cencenelec.eu/news-events/news/2026/en-in-the-spotlight/2026-07-15-dpp/
CIRPASS. (2024). Project results. https://cirpassproject.eu/project-results/
Commissione europea. (2025). Piano di lavoro 2025-2030 per la progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili e l’etichettatura energetica (COM(2025) 187 final). https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52025DC0187
Commissione europea. (2026, 20 luglio). The Digital Product Passport Registry is now live. https://single-market-economy.ec.europa.eu/news/digital-product-passport-registry-now-live-2026-07-20_en
Commissione europea. (s.d.). Textile apparel and the Digital Product Passport (DPP). Recuperato il 21 settembre 2026 da https://single-market-economy.ec.europa.eu/single-market/digital-product-passport/textile-apparel_en
González-Torres, M., & Arcipowska, A. (2026). Study on DPP content for textile apparel products under ESPR: JRC recommendations to support DPP requirements in the framework of the ESPR Regulation. Commissione europea, Centro comune di ricerca. https://susproc.jrc.ec.europa.eu/product-bureau/sites/default/files/2026-05/Textiles_DPP_20260513.pdf
Regolamento (UE) 2024/1781 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che stabilisce il quadro per la definizione dei requisiti di progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, modifica la direttiva (UE) 2020/1828 e il regolamento (UE) 2023/1542 e abroga la direttiva 2009/125/CE. (2024). Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 2024/1781. https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1781/oj